«Violenza di genere: bene l’inasprimento delle pene, ma punire non basta»

Come ogni anno ci ritroviamo a contare le vittime di femminicidio che in Italia nel 2025 sono 70 insieme a 62 tentativi , compiuti per la maggior parte da uomini con i quali le vittime avevano avuto una relazione.
Senza dubbio l’emendamento votato all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera segna un importantissimo passo in avanti, che andrà a modificare l’articolo 609 bis del codice penale, riconoscendo come stupro ogni atto sessuale che avvenga senza consenso esplicito. La logica punitiva, irrobustita dall’inasprimento delle pene, seppur necessaria ed indiscutibile, non basta: servono scelte politiche precise e che vadano nella direzione della prevenzione del problema. Bisogna agire  attraverso un percorso strutturale di educazione affettiva e di abbattimento di stereotipi culturali a partire dalle scuole dell’infanzia e che il Ddl Valditara non affronta come si dovrebbe.
Non si interviene con misure che contrastino il lavoro povero e precario delle donne, perché nella legge di bilancio non ci sono segnali sul tema, né per promuovere una condizione d’indipendenza economica, indispensabile per garantire la libertà di scegliere , soprattutto quando si tratta di violenza dentro le relazioni. Ed anche per questo scenderemo in sciopero il 12 dicembre. Servono finanziamenti strutturali per i centri Antiviolenza e per la creazione di un sistema di servizi in termini di politiche conciliative vita-lavoro.
L’impegno della confederazione e di tutte le categorie è quello di lavorare per ridurre le differenze salariali e per contrastare ogni forma di discriminazione, formando le proprie rappresentanze sindacali affinché il posto di lavoro diventi un luogo libero da violenze e molestie e possa anche diventare ambiente recettivo delle sofferenze che le donne vivono a casa. Si vuole creare così un ambiente inclusivo per dare coraggio alle donne che subiscono violenza e che molto spesso hanno timore a raccontare ciò che stanno vivendo.

Daniela Duz, responsabile Politiche di genere e Pari opportunità della segreteria regionale Cgil Fvg