Niente finanziamenti per il film su Regeni, l’indignazione della Cgil

Il documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo” non riceverà dal Ministero della Cultura neppure uno dei 14 milioni di euro disponibili per finanziare le opere cinematografiche, perché considerato, a quanto pare, d’interesse culturale non sufficiente.
La Cgil del Friuli Venezia Giulia, a tutti i livelli, accoglie questa decisione con indignazione, la stessa che è stata espressa da vaste parti della comunità civile regionale e nazionale. Ci uniamo quindi alla voce di chi chiede di far luce subito su questa incomprensibile esclusione, l’ennesimo schiaffo in faccia a Paola e Claudio Regeni, che da dieci anni stanno instancabilmente cercando e pretendendo verità e giustizia per quel figlio che, nell’obitorio del Cairo, «aveva sul suo corpo tutto il male del mondo», per dirla con le parole indimenticabili della madre di Giulio. Ma è uno schiaffo anche per tutto il “popolo giallo” che accompagna e sostiene la causa di Giulio, per tutta quell’Italia che chiede e pretende di conoscere la verità e di veder perseguiti i colpevoli della sua uccisione.
Il documentario, già vincitore del Nastro della Legalità 2026, ripercorre la storia del rapimento, delle torture e dell’omicidio di Giulio, del quale non si conoscono ancora né i motivi né soprattutto i colpevoli. Si tratta di un’opera di indiscutibile valore civile e culturale che, dopo l’uscita in sala, ha raccolto l’adesione di ben 76 università per essere proiettata negli atenei, sulla scia dell’iniziativa promossa dalla senatrice Elena Cattaneo. La Cgil Fvg si unisce alle voci di chi pretende chiarezza e trasparenza sui criteri di finanziamento del ministero guidato da Alessandro Giuli per comprendere, se mai sia possibile, quali siano le ragioni, a nostro giudizio paradossali, che hanno portato a finanziare film molto meno significativi dal punto di vista civile e sociale, vedi quello di Gigi D’Alessio, escludendo opere come quelle su Regeni o il film tratto dall’ultima sceneggiatura di un gigante del cinema italiano come Bernardo Bertolucci. Appoggiamo pertanto le interrogazioni presentate dai parlamentari dei partiti di opposizione, pretendendo che vengano chiaramente esplicitati, se esistono, criteri di scelta fondati sul merito, per allontanare il dubbio, che ci sembra molto fondato, di una precisa e voluta scelta politica.

Segreteria regionale Cgil Fvg