Pari opportunità, salvare le Consigliere regionali e territoriali

Lo schema di decreto legislativo presentato dal Governo, ed attualmente in Parlamento, per recepire la direttiva Europea sulla parità di trattamento, prevede la soppressione delle Consigliere regionali e territoriali per trasferire le competenze in un organismo centrale con sede a Roma.
Questa scelta va modificata per evitare che si superi e s’indebolisca la figura delle Consigliere di Parità che rappresentano, per lavoratrici e lavoratori, un importante presidio di tutela, vicino ai territori e che, per questo motivo, costituiscono un servizio più accessibile ed efficace, finalizzato a contrastare le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, ricordando che la funzione specialistica, esercitata dalla figura della Consigliera di Parità nel mercato del lavoro, rappresenta un elemento distintivo del modello italiano, riconosciuto anche a livello europeo come buona pratica.
In questo modo, allontanando il servizio, si rischia di rendere i diritti meno esigibili e più formali e quindi la prossimità non può essere un’opzione facoltativa. Lo schema di decreto, infatti, prevede la possibilità, e non l’obbligo, d’istituire articolazioni territoriali del nuovo Organismo ed implica pericolosamente il rischio di ridurre il livello di protezione già consolidato, in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva UE 2024/1500 che non permette, nella fase del recepimento, di arretrare nelle tutele antidiscriminatorie, pena il rischio di esporre il Paese ad una procedura d’infrazione europea.
La nostra preoccupazione diventa ancora più forte se inserita nel contesto di un Paese che sta indietreggiando sul fronte dei diritti, che disinveste sulla parità, – come ha dimostrato la bocciatura della proposta sul congedo paritario ed obbligatorio – e che non mette in campo strumenti importanti per la conciliazione e l’autonomia delle donne, tagliando i servizi.
Cgil, Cisl e Uil del Friuli Venezia Giulia chiedono unitariamente che lo schema di decreto preveda la continuità istituzionale della Consigliere di Parità e l’obbligatorietà del mantenimento permanente e strutturato dell’articolazione territoriale della tutela antidiscriminatoria, garantendo risorse certe e personale per garantire l’effettiva operatività dei presidi di prossimità in linea con lo spirito delle direttive europee.
Daniela Duz, Cgil Fvg
Alessia Cisorio, Cisl Fvg
Elisabetta Pilat, Uil Fvg