Paularo, la Cgil reagirà con durezza




«Dubitiamo fortemente che la scelta di licenziare i tre dipendenti sia legata a esigenze di riequilibrio dei conti. Anche se così fosse stato, però, ci sono altre misure possibili, alternative alla mobilità, per razionalizzare la spesa del personale». Queste le parole con cui Franco Belci, segretario generale della Cgil Fvg, denuncia la messa in mobilità di tre dipendenti da parte del Comune di Paularo.

«Quello di Paularo – aggiunge Belci – è un precedente gravissimo, contro il quale la Cgil, che ha già presentato un ricorso al giudice del lavoro, reagirà con grande durezza. Qui non si tratta di difendere la logica del “posto fisso”, ma di combattere un atteggiamento già presente nelle imprese private, in base al quale l’incapacità organizzative dell’azienda, o in questo caso dell’ente, vengono scaricate sui lavoratori. Anche dietro il mancato rinnovo del contratto regionale degli enti locali, del resto, si può individuare una mentalità di questo tipo».

Tornando al caso in questione, Belci ribadisce i forti dubbi della Cgil sulle motivazioni finanziarie addotte dal sindaco di Paularo: «Si è parlato di rilievi della Corte dei Conti, ma di fronte alla precisa richiesta della Funzione pubblica Cgil, l’amministrazione non ha mai prodotto alcun atto: un diniego piuttosto sospetto. È difficile inoltre pensare che un Comune in regola col patto di stabilità, e con una spesa del personale che si aggira sul 20% di quella complessiva, possa essere oggetto di un rilievo di questo tipo».