Edilizia, cambio al vertice della Fillea Cgil Fvg: il nuovo segretario è Massimo Marega

Messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici, rilancio
dell’edilizia agevolata e delle politiche per la casa, investimenti
sulle infrastrutture strategiche e sulla green economy, procedure di
affidamento più agili per le opere pubbliche degli enti locali al di
sotto di determinate soglie d’importo. Queste, per la Fillea Cgil,
le misure per sostenere la ripresa del settore edile, un comparto che
mostra confortanti segni di vitalità dopo il lockdown, confermando
il processo di lenta ripresa in atto a partire dal 2016. A lanciare
l’appello è Massimo Marega, eletto ieri nuovo segretario regionale
della categoria, che in Friuli Venezia Giulia conta oltre 7mila
iscritti nelle costruzioni e nel comparto del legno-arredo.
«L’ecobonus del 110% – spiega Marega – è una scelta che va
nella giusta direzione, ma che deve essere accompagnata da nuove
misure capaci di far ripartire a pieno regime la filiera e con lei
tutto il manifatturiero. Questa la strada maestra per l’impego
delle risorse messe a disposizione dall’Europa, da impiegare su
pochi obiettivi strategici ben definiti, ma anche per le politiche
industriali di questa regione, che può fare molto per contribuire al
rilancio di una filiera importante come quella della casa».
NUOVO
SEGRETARIO ANCHE A PORDENONE. Eletto con voto pressoché unanime (21
sì e 2 astenuti su 23 presenti) dall’assemblea generale della
categoria, riunitasi giovedì a Gorizia alla presenza del segretario
nazionale Alessandro Genovesi e di Villiam Pezzetta, leader della
Cgil Fvg, Massimo Marega succede a Emiliano Giareghi, che aveva
guidato la Fillea regionale per otto anni e resta alla guida della
Fillea di Udine, così come Marega mantiene il ruolo di segretario
provinciale della Fillea di Trieste. Nell’aggiornato quadro degli
incarichi direttivi della categoria in regione, da segnalare anche
l’elezione del nuovo segretario della Fillea Pordenone. Si tratta
di Giuseppe Pascale, eletto oggi come successore di Simonetta
Chiarotto.
I
NUMERI DEL SETTORE. L’elezione del nuovo segretario regionale è
stato l’occasione per un’analisi sullo stato di salute del
settore, che sta dando confortanti segnali di vitalità dopo i mesi
più duri dell’emergenza sanitaria. Se l’effetto Covid ha frenato
la ripresa, dopo il lockdown i numeri si sono velocemente riassestati
sui valori di fine 2019, confermando il lento processo di recupero in
atto dal 2016, quando gli effetti della grande crisi erano arrivati
al loro culmine, con un sostanziale dimezzamento in termini di
imprese attive e di occupati. «Rispetto al 2016 – conferma Marega
– il numero ufficiale di occupati è risalito di circa 1.500
addetti, impiegati esclusi, anche se il numero è sottostimato, a
causa dei fenomeni di dumping ed elusione contrattuale che
penalizzano in termini di reddito e di tutele chi lavora nella
filiera delle costruzioni».
REGOLE
E QUALIT??. Proprio per combattere il dumping contrattuale e le
pratiche di elusione fiscale e contributiva in atto nel settore, la
Fillea, assieme agli altri sindacati di categoria, ha fortemente
sostenuto l’adozione del nuovo strumento, il Durc per congruità,
introdotto dal decreto Semplificazioni e confermato in sede di
conversione in legge. «La norma – spiega Marega – entrerà in
vigore a metà novembre, 60 giorni dopo la pubblicazione del testo
definitivo del decreto. Questo nuovo tipo di Durc, rilasciato dalle
Casse edili, dovrà certificare che le opere edili sono realizzate
con lavoratori regolarmente denunciati e in numero congruo all’entità
degli interventi: un deterrente contro l’illegalità già
efficacemente in vigore in altre regioni e nell’ambito di
importanti opere pubbliche, come quelle di ricostruzione dopo il
sisma dell’Italia centrale. Ma la novità – conclude il
neosegretario regionale della Fillea – segnerà una svolta positiva
anche in termini di qualità dei lavori e dei cantieri, in un settore
dove la moltiplicazione di appalti, subappalti e pratiche elusive ha
anche visto, nel medio-lungo periodo, la progressiva dispersione di
un patrimonio di lavoro e di professionalità che deve essere
assolutamente difeso e tutelato, a maggior ragione in una regione
come il Fvg, dove la cultura del mattone è profondamente radicata».