Slovenia, sindacati sotto attacco. La solidarietà di Cgil-Cisl-Uil del Fvg
«Piena solidarietà» ai sindacati sloveni. E «pieno sostegno» alle loro iniziative per contrastare «l’attacco inaccettabile» del nuovo governo di Lubiana, votato oggi dal Parlamento, alle condizioni dei lavoratori e dei pensionati. A esprimerli le segreterie di Cgil, Cisl e Uil del Friuli Venezia Giulia, «componenti italiane del Consiglio sindacale interregionale Fvg-Slo», in una lettera indirizzata ai leader dei sindacati sloveni Zsss e Ks90.
L’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil segue la raccolta di firme promossa dai sindacati sloveni contro il programma del nuovo Governo, caratterizzato da tagli alla sanità e da una forte impronta neoliberista, e condanna la proposta di legge annunciata da Janez Janša, che prevede tra le altre misure l’abolizione della trattenuta automatica in busta paga delle deleghe sindacali. Una scelta quest’ultima, che per Cgil, Cisl e Uil rappresenta una «inqualificabile vendetta» dopo il successo della sottoscrizione promossa dai sindacati sloveni e un attacco ai diritti fondamentali di libertà di associazione e di adesione al sindacato. «Provvedimenti come quelli annunciati da Janša – si legge nella nota firmata da Michele Piga (Cgil), Alberto Monticco (Cisl) e Matteo Zorn (Uil) – intaccano direttamente uno dei pilastri fondamentali del modello sociale europeo, basato sulla partecipazione delle forze sociali e sul dialogo sociale, dialogo che il nuovo governo sloveno intende azzerare». A pagare le conseguenze di una svolta antisindacale sarebbero anche i lavoratori frontalieri, che rischiano di essere privati, sostengono Cgil, Cisl e Uil, «di un’interlocuzione necessaria al superamento delle molte disparità di trattamento ancora in essere».
Ecco perché, forti del «rapporto storico, costruttivo e di grande amicizia con le organizzazioni sindacali della Slovenia», Cgil Cisl Uil del Fvg dichiarano «piena disponibilità a qualsiasi azione unitaria di sostegno alle richieste sindacali slovene, che contengono valori e obiettivi pienamente condivisi e propri di tutto il movimento sindacale europeo».
