I dati Istat: tiene e cresce l’occupazione in Fvg

Nel primo semestre del 2026 gli occupati in Friuli Venezia Giulia sono stati in media 539.700, 14.600 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una crescita del 2,8%. È quanto emerge dagli ultimi dati sull’occupazione diffusi dall’Istat il 12 settembre, aggiornati al secondo trimestre dell’anno. L’aumento ha interessato maggiormente la componente maschile, con 9.200 occupati in più su base annua (+3,2%), mentre tra le donne la crescita è stata di 5.400 unità (+2,3%). Positiva sia la dinamica del lavoro dipendente, cresciuto di 12.000 unità (+2,8%), sia quella del lavoro indipendente, aumentato di 2.600 unità (+2,6%).
Tra i settori si segnala in particolare la ripresa delle costruzioni, indicata dall’Istat al +9,3%, e la crescita del terziario. Sul dato dell’edilizia è tuttavia opportuno mantenere una certa cautela: le stime Istat relative alle costruzioni hanno evidenziato sensibili oscillazioni sia nel 2025 sia nel 2026, dinamiche che non trovano un analogo riscontro nei dati a consuntivo relativi al comparto delle costruzioni rilevati dalle Casse edili del Friuli Venezia Giulia.
Nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione nella fascia di età 15-64 anni si è attestato al 71,4%. Il dato regionale continua però a evidenziare un marcato divario tra uomini e donne: il tasso di occupazione maschile raggiunge infatti il 77,1%, contro il 65,7% di quello femminile, con una differenza di 11,4 punti percentuali.
Parallelamente, nel primo semestre dell’anno le persone in cerca di occupazione tra i 15 e i 74 anni sono state 23.700, 2.100 in meno rispetto a un anno prima. Anche in questo caso il dato complessivo nasconde andamenti differenti tra i due generi: i disoccupati uomini sono diminuiti di 3.700 unità, mentre le donne in cerca di lavoro sono aumentate di 1.600. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,2%, con un valore del 3,5% per gli uomini e del 5,1% per le donne. A fronte dell’aumento delle disoccupate si registra, inoltre, una significativa riduzione delle donne inattive tra i 15 e i 64 anni, vale a dire quelle che non lavorano e non sono impegnate nella ricerca di un’occupazione: sono 8.500 in meno rispetto al primo semestre del 2025. È positivo che, nonostante questo sensibile incremento delle persone attive, in particolare tra le donne, la disoccupazione resti sonstanzialmente stabile. Si tratta di un segnale importante della capacità del mercato regionale di assorbire nuova forza lavoro, pur ricordando che, nell’indagine Istat sulle forze di lavoro, la definizione di occupato comprende anche persone che hanno svolto un’attività lavorativa per un numero molto limitato di ore nel periodo di riferimento, senza misurare quindi la qualità dell’occupazione e l’aumento delle ore lavorate.

I dati Istat aggiornati al 2° semestre (elaborazione ufficio stampa Cgil Fvg)