L’appello Cgil alla Regione: una nuova legge per rilanciare la formazione

Definire una nuova legge quadro sulla
formazione professionale, che aggiorni l’attuale normativa regionale, approvata
nel 1982, alle mutate esigenze di un mercato del lavoro duramente toccato dalla
crisi. E’ quanto ha chiesto la
Cgil alla presidente della regione Debora Serracchiani e
all’assessore al Lavoro Loredana Panariti, nel corso di un convegno organizzato
oggi a Udine dalla Flc, la categoria che rappresenta oltre 5mila lavoratori
della scuola, della formazione e del sistema università-ricerca.

NUOVO RUOLO. In particolare – come hanno
spiegato il segretario regionale della Flc Adriano Zonta, il responsabile Flc
della formazione Maurizio Battistutta e il segretario regionale della Cgil
Franco Belci –  si tratta di definire il
nuovo ruolo che il sistema deve assumere, in un’ottica di integrazione tra
formazione di base, formazione continua e strategie di riqualificazione e reinserimento
dei lavoratori disoccupati e in mobilità. A rafforzare questa esigenza la
necessità di ridefinire la strategia d’intervento in relazione alla nuova
programmazione 2014-2020 dei fondi Por Fesr e al recente varo del piano
Garanzia Giovani, che ha nel Fvg una delle regioni pilota.

EMERGENZA FONDI. Fondamentale per il rilancio
dell’occupazione e dell’economia regionale, il sistema della formazione vive
esso stesso una congiuntura particolarmente difficile, come testimoniato al
convegno di Udine da Daniele Bacchet, coordinatore del tavolo regionale di
concertazione sul settore. I fondi disponibili sulla programmazione
comunitaria, a causa della difficile transizione tra il settennio 2007-2013 e
il 2014-2020, hanno subito nel 2013 un dimezzamento, scendendo da 52 a 25 milioni. Quest’anno il
recupero di 19 milioni su Fondi Fesr non spesi e l’anticipo di 12 milioni sulla
nuovo programmazione ha consentito un assestamento a livello di risorse, ma non
è ancora sufficiente a mettere in sicurezza un sistema che conta in tutto 48
enti, ma dove soltanto 15 – quelli che applicano il contratto nazionale della
formazione e l’integrativo regionale – 
rappresentano il grosso dell’attività e della forza lavoro.

SOS LAVORO. La difficile transizione tra le
due programmazioni Por Fesr, aggravata dalla crescita “anarchica” e sregolata
del sistema, a volte slegata dalle vere priorità formative e occupazionali, ha
determinato notevoli tensioni occupazionali nell’ambito degli enti. Nell’ambito
di applicazione del contratto, quasi 500 dei 700 lavoratori a tempo
indeterminato sono interessati da contratti di solidarietà (308 posizioni) e
cassa in deroga (190 posizioni), a fronte di 64 esuberi individuati dagli enti.
Nasce anche da questa situazione, e dall’esigenza di valorizzare un indotto che
conta  9mila “atipici tra partite Iva e
co.co.pro, la necessità di una legge capace di ridefinire il ruolo del sistema,
favorendone un rilancio strategico anche per l’economia e l’occupazione, in
linea con la nuova programmazione 
Por-Fesr.

UN CHECK-UP NEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE IN FVG

Enti coinvolti

48

Enti con Ccnl formazione

15

Lavoratori con Ccnl formazione

800

– di cui a tempo indeterminato

700.

– di cui a termine

100

Indotto partite Iva e
co.co.pro.

9.000

Contratti di solidarietà

308

Cassa in deroga

190

Esuberi individuati

64