Belci: Fincantieri, servono più rigore e controlli sulle infiltrazioni mafiose negli appalti

L’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, nel corso dell’audizione di ieri in Consiglio, ha sottolineato come l’azienda abbia fatto molto per il territorio regionale. Non abbiamo difficoltà a riconoscerlo. Di più: abbiamo sempre detto che Fincantieri è l’esponente di punta della tecnologia e della capacità produttiva italiana nel mondo e che questo è un vanto per la nostra Regione. Ma proprio per questo non può sottovalutare il problema delle infiltrazioni malavitose negli appalti. E se certamente è giusto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine in termini di prevenzione, come ha fatto Bono, non si può dimenticare che l’organico delle forze dell’ordine e della magistratura in provincia di Gorizia è ridotto all’osso. Magari potrebbe farlo presente al Presidente del Consiglio che ha la fortuna, come ha detto in audizione, di frequentare spesso. Ma in ogni caso la prevenzione non sarebbe sufficiente. Serve, come ho sentito dire dai rappresentanti delle istituzioni nel corso della riunione tenuta dieci giorni fa in prefettura a Gorizia, maggiore collaborazione da parte dell’azienda, visto che le illegalità avvengono dentro il perimetro del cantiere. A questo scopo, anche sulla base delle informazioni e delle proposte raccolte dalle Organizzazioni sindacali, il prefetto si è riservato di sottoporre a Fincantieri una serie di accorgimenti per aumentare il livello di controllo che comporteranno però libero accesso allo stabilimento di chi avrà questi compiti. In quanto alle affermazioni che individuano in “questo” sindacato (temo di non sbagliare se suppongo si riferisse alla Cgil) un soggetto “antagonista”, col quale l’ AD non vuole dialogare, vorrei fare presente che il sindacato non è quello che desidererebbe Bono, ma quello che i lavoratori eleggono. In ogni caso né io né Susanna Camusso, che condivide e sostiene le ragioni della nostra battaglia, ci riteniamo “antagonisti” di qualcuno. A meno che non si consideri tale il sindacato che ha cuore il rispetto della legalità e si batte per la dignità e la qualità del lavoro anche in condizioni di competitività. Allora si, lo siamo: allo sfruttamento, al caporalato, all’evasione fiscale e contributiva. Infine non possiamo accettare il ragionamento, introdotto da qualcuno, che se si disturba il manovratore c’è la possibilità che Fincantieri trasferisca altrove la produzione. Su questo l’AD in Commissione ha rassicurato tutti: per quanto ci riguarda non ne dubitavamo.


Franco Belci, segretario generale Cgil FVG