Il Porto di Trieste ha bisogno di una governance. No alla lottizzazione

«Serve un presidente che sia in grado di dare continuità progettuale e strategica all’Authority, di valorizzare il ruolo del lavoro e la governance pubblica dello scalo, fattori che hanno consentito di fare di Trieste il primo porto internazionale del nostro Paese. È corretto che se ne interessi la politica, non è corretto l’interesse dei partiti». Questo il messaggio forte che la Cgil del Friuli Venezia Giulia e di Trieste invia alla politica, e in primis al Governo, chiedendo di mettere fine all’impasse, lunga più di 15 mesi, sulla nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale. A lanciarlo il segretario regionale Michele Piga, assieme ai vertici della Camera del lavoro di Trieste e della Filt, il sindacato dei trasporti della Cgil.

«Presidiare il porto – dichiara ancora Piga, a margine della conferenza stampa indetta questa mattina – significa presidiare lo sviluppo di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. L’andamento dei traffici e la situazione geopolitica impongono una riflessione profonda sul rilancio dello scalo». Riflessione, puntualizza la Cgil, che non deve essere oggetto di lottizzazione. « Vogliamo un presidente – rimarca  Piga – capace di esprimere un ruolo di terzietà rispetto alla politica e ai partiti: solo così si potrà garantire lo sviluppo e il benessere del porto e della città».

Michele Piga (video)

A ribadire il messaggio anche il segretario generale della Cgil di Trieste Massimo Marega. «Il porto di Trieste – spiega – ha bisogno di una governance e di programmazione. Il commissario straordinario non è in grado di garantire tutto questo, perché il suo è un ruolo a tempo. Serve una guida che metta al centro lo sviluppo del porto e il ruolo dei lavoratori».

Massimo Marega (video)

Sulla stessa linea il segretario territoriale della Filt-Cgil Stefano Mauro: «Il porto ha bisogno di una governance strategica, mentre il commissario si limita a gestire l’ordinaria amministrazione: serve un presidente che ci rimetta le mani subito per restituire al porto e ai suoi lavoratori una stabilità che manca».

Stefano Mauro (video)

La partita, sottolinea il segretario regionale della Filt Saša Čulev, non riguarda soltanto il Friuli Venezia Giulia e l’Italia. «Quella del porto di Trieste – dichiara – è una centralità europea, tanto più in un periodo come questo, di forte difficoltà per i porti del Nord Europa, alle prese con il problema dell’elevato livello dei fiumi. Tutti stanno puntando sempre più su questa parte del Mediterraneo e dobbiamo capire a che punto siamo: se vogliamo accettare la sfida o se vogliamo rimanere dietro le quinte».

Saša Čulev (video)