In sciopero e nelle piazze per una nuova agenda sociale

«Quella verso cui ci porta questo Governo è una strada che da un lato riduce le libertà e il diritto di manifestare, dall’altro rende più poveri i giovani per mancanza di risposte sul lavoro e sulle politiche industriali, in un Paese che da 34 mesi vede calare la produzione industriale, che ha perso già settori chiave come la chimica di base, unico caso in Europa, e che sta perdendo anche la siderurgia e l’automotive». Lo ha detto Michele Azzola, responsabile del dipartimento politiche industriali della Cgil nazionale, dal palco di piazza Venerio, a Udine, dove ha concluso la manifestazione organizzata dalla Cgil Friuli Venezia Giulia nel giorno dello sciopero generale.
In piazza oltre 2mila manifestanti, con rappresentanze anche di partiti, associazioni e comitati territoriali per la difesa della sanità pubblica, che hanno assistito agli interventi del segretario generale Michele Piga e di sindacalisti del lavoro pubblico, privato e dei pensionati. L’assenza di politiche industriali, per Azzola, è solo una delle tante risposte mancate di una Finanziaria 2026 sotto accusa per l’assenza di misure di sostegno al potere d’acquisto di salari e pensioni, per la mancanza di interventi di riequilibrio delle pressione fiscale  a favore dei redditi medio-bassi e da lavoro, per la riduzione progressiva della spesa sanitaria rispetto al Pil e per l’aumento progressivo della spesa in armamenti, «sulla quale – ha ricordato dal palco Michele Piga – il Governo prevede una spesa di 26 miliardi nei prossimi tre anni».
Niente, invece, ha detto ancora Piga, sulla restituzione del fiscal drag, che è costato 25 miliardi a lavoratori e pensionati, «vittime di una patrimoniale al contrario, quella stessa patrimoniale di cui il Governo non vuole sentir parlare quando la Cgil propone un’imposta di solidarietà dell’1% sui grandi patrimoni». Al centro dello sciopero, ha sottolineato Piga, «c’è la volontà di rilanciare una nuova agenda sociale, per dire no alla logica del riarmo, ridurre le diseguaglianze economiche e sociali, assumere personale per i nostri ospedali e i servizi sanitari sul territorio, riducendo quelle liste di attesa che stanno escludendo dalle cura un numero sempre più alto di cittadini, con punte di rinuncia che in Fvg superano il 20% tra gli anziani». Tra i temi affrontanti dal segretario regionale anche quello dell’accoglienza ai migranti, dopo le quattro morti che hanno funestato il Friuli Venezia Giulia nelle ultime settimane, la piaga degli infortuni sul lavoro e l’aumento dell’età pensionabile, «materia sulla quale questo Governo, a dispetto delle promesse elettorali, sta addirittura peggiorando la legge Fornero».
La manifestazione si è conclusa alle 12.30, circa un’ora e mezza dopo l’arrivo in piazza Venerio del corteo, che era partito da via Anton Lazzaro Moro poco dopo le 10, per poi percorrere il centro e raggiungere la sua destinazione finale attraverso via Sarpi, piazza San Giacomo, piazza XX Settembre e via Savorgnana. Gli interventi sul palco hanno subito uno stop di una ventina di minuti a causa di un malore di un manifestante, un pensionato proveniente dalla provincia di Gorizia, le cui condizioni di salute hanno richiesto l’intervento di un’ambulanza e il ricovero in ospedale. Al momento non sono disponibili aggiornamenti sulle condizioni di salute dell’anziano, che in ogni caso era cosciente prima di salire in ambulanza.