A Roma per la sanità, la scuola, per il lavoro e la giustizia sociale
Difendere la sanità e la scuola pubblica, chiedere un fisco più giusto, strumento di giustizia sociale e di cittadinanza, un rilancio delle politiche industriali, un futuro che non guardi al riarmo, ma alla pace e agli investimenti sull’ambiente e la sostenibilità Sono i motivi della nuova manifestazione promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni riunite sotto il simbolo della “via maestra”, in programma a Roma sabato 17 ottobre. Un’iniziativa che coinvolgerà anche il Friuli Venezia Giulia, da cui partiranno diverse centinaia di manifestanti, per portare nella capitale le ragioni e le rivendicazioni di un territorio che non vuole rassegnarsi alle disuguaglianze, alla precarietà e all’indebolimento dei diritti sociali e democratici.
La via Maestra: perché la Cgil scende ancora in piazza (Michele Piga, segretario generale Cgil Fvg)
Le rivendicazioni alla base dell’iniziativa affrontano i problemi fondamentali con cui si misurano ogni giorno migliaia di lavoratori, di pensionati, di studenti. La Cgil scenderà in piazza in nome della pace, per dire no alla conversione dell’economia in un’economia di guerra, per chiedere un fisco realmente progressivo, in cui ciascuno contribuisca secondo le proprie possibilità, un welfare pubblico e universalistico, capace di garantire servizi e prestazioni senza lasciare indietro nessuno, la riconversione ambientale del sistema produttivo, la creazione di lavoro stabile, sicuro e di qualità. E insieme a tutto questo una risposta concreta all’emergenza salariale, il contrasto alla precarietà e la riduzione dei divari sociali e territoriali.
Temi che parlano direttamente anche al Friuli Venezia Giulia, dove il diritto a un lavoro dignitoso, l’accesso ai servizi pubblici, la tutela del territorio e la necessità di contrastare le disuguaglianze rappresentano questioni centrali per il futuro delle comunità. Così come è centrale il grande tema delle politiche industriali, in una regione che deve fare i conti con una vertenza cruciale come quella di Electrolux e diverse altre crisi che rischiano di avere un impatto violento sulla tenuta occupazionale, economica e sociale di interi territori, da Startech alle difficoltà della componentistica.
La manifestazione sarà anche l’occasione per ribadire la contrarietà all’autonomia differenziata, alla controriforma elettorale e a ogni ipotesi di modifica degli assetti istituzionali che minacci gli equilibri disegnati dai padri costituenti. Per la Cgil e le associazioni aderenti, le battaglie condotte finora hanno già prodotto risultati e dimostrato che la mobilitazione sociale può incidere sulle scelte politiche. Da qui la decisione di rinsaldare e ampliare l’alleanza, rimettendo in movimento energie, competenze e disponibilità che attraversano il mondo del lavoro, l’associazionismo, il volontariato e la società civile.
