Un nuovo ruolo per le farmacie? Sì, ma serve anche un contratto giusto
Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil del Friuli Venezia Giulia prendono atto dell’attenzione mediatica e istituzionale riservata, in questi giorni, al ruolo crescente delle farmacie come presidi di prossimità e di supporto al sistema sanitario regionale. Un ruolo che le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private svolgono quotidianamente con professionalità e responsabilità sempre maggiori, contribuendo in modo determinante all’erogazione di nuovi servizi sanitari, alla prevenzione e al monitoraggio dei cittadini.
Tuttavia, in questo dibattito pubblico manca un elemento fondamentale: la condizione di lavoro di chi rende possibili questi servizi. Nel racconto sull’evoluzione delle farmacie non si fa alcun riferimento al rinnovo del contratto nazionale delle Farmacie private, fermo su posizioni inadeguate, alla mobilitazione unitaria dei lavoratori che ha attraversato anche il Friuli Venezia Giulia, allo sciopero nazionale del 6 novembre 2025, proclamato proprio per denunciare lo stallo negoziale e l’assenza di risposte su salario, tutele e riconoscimento professionale.
In Friuli Venezia Giulia il contratto riguarda oltre 1.500 addetti, impiegati in circa 394 farmacie private: numeri che dimostrano come non si tratti di una vertenza marginale, ma di una questione che incide direttamente sulla qualità dei servizi di prossimità e sulla sostenibilità del sistema. Negli ultimi anni alle lavoratrici e ai lavoratori sono state richieste nuove competenze, nuove responsabilità e maggiori carichi di lavoro, senza che ciò si sia tradotto in un adeguato riconoscimento economico e normativo.
Certi che non può esistere un potenziamento dei servizi sanitari territoriali scaricando i costi sul lavoro, riteniamo necessario aprire un confronto istituzionale con la Regione Friuli Venezia Giulia, affinché lo sviluppo delle farmacie come presidio sanitario vada di pari passo con il rispetto della contrattazione collettiva nazionale, la valorizzazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, la qualità e la sicurezza del lavoro.
La mobilitazione non è conclusa e proseguirà finché non verranno date risposte concrete.
Marika Baio, Filcams Cgil Fvg
Diego Marini, Fisascat Cisl Fvg
Matteo Calabrò, Uiltucs Uil Fvg
