Sciopero scuola e terziario, Flc e Filcams: «Sostenere la cultura dei diritti»
Scuola e terziario uniti nello sciopero, oggi, in nome dell’uguaglianza di opportunità tra uomo e donna e per chiedere un salto di qualità nelle politiche del lavoro. La mobilitazione nazionale indetta dai due sindacati di categoria della Cgil in occasione dell’Otto marzo è in pieno svolgimento anche in regione, dalla scuola pubblica al commercio, dal turismo alle mense, coinvolgendo un bacino potenziale di decine di migliaia di persone. «Una lotta – spiega il segretario generale della Flc Cgil Fvg Massimo Gargiulo da Pordenone, dov’è in corso un presidio regionale indetto dalle due categorie – che riguarda doppiamente i lavoratori della conoscenza. Da un lato perché quello della fragilità contrattuale e occupazionale è un fenomeno che impatta fortemente anche sui nostri settori, e penso in particolare all’educazione nell’età 0-6, alle scuole paritarie, al mondo della formazione professionale, dall’altro perché è nella scuola che si forma e si rafforza la cultura dei diritti. Cultura che è indispensabile sia per contrastare piaghe come la precarietà e il dumping contrattuale, sia per accelerare il percorso verso un mercato del lavoro e una società capaci di garantire una reale e piena uguaglianza di opportunità tra uomo e donna».
I primi dati parlano di un’adesione piuttosto estesa nella scuola, anche se a macchia di leopardo e difficile da quantificare, vista la frammentazione dei settori coinvolti, in particolare commercio e terziario. «Settori – dichiara la segretaria generale della Filcams Cgil Fvg Marika Baio – dove fenomeni come il part-time involontario e le basse retribuzioni sono spesso la regola, peraltro a fronte di una flessibilità esasperata, che nega ai lavoratori, e soprattutto alle lavoratrici, la benché minima possibilità di conciliazione tra lavoro e vita privata. Il divario retributivo tra uomini e donne, che in Friuli Venezia Giulia è del 34% e più marcato rispetto al dato nazionale, riflette anche questa situazione. Da qui la scelta di scioperare proprio in occasione dell’8 Marzo, che non deve essere una data celebrativa, ma l’occasione per rilanciare l’impegno e la mobilitazione per un mercato del lavoro più accessibile, per un welfare moderno e inclusivo e per una vera giustizia retributiva». Questi anche i temi al centro dei documenti che i rappresentanti di Flc e Filcams hanno illustrato e consegnato nel corso di un incontro tenutosi in Prefettura a latere del presidio.
