Comparto unico, rinnovo “bocciato”. La Regione sblocchi l’impasse
Non possono essere i 13 mila dipendenti pubblici del Comparto unico pagare ancora una volta il prezzo dei ritardi. La Funzione pubblica Cgil del Friuli Venezia Giulia reagisce così alla notizia della mancata certificazione del rinnovo contrattuale 2022-24 da parte della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Coinvolti dal contratto, ricorda il segretario generale Andrea Traunero con Alessandro Crizman, referente per il Comparto unico, «circa 13.000 lavoratrici e lavoratori dei Comuni, della Regione e degli altri enti del Comparto unico, che aspettano da troppo tempo il rinnovo di un contratto riferito addirittura al triennio 2022-2024, mentre a livello nazionale sono già stati stipulati i contratti 2025-2027».
La Fp Cgil si è immediatamente mossa, chiedendo ha chiesto un incontro urgentissimo al Presidente della Regione Massimiliano Fedriga e all’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. «Non lo abbiamo chiesto – scrive Traunero in una nota – per prendere semplicemente atto della bocciatura: vogliamo sapere come la Regione intenda uscirne, in quali tempi e attraverso quale percorso intenda rendere finalmente esigibile il rinnovo contrattuale».
La Fp Cgil giudica inaccettabile ogni ulteriore dilatazione dei tempi: «Le lavoratrici e i lavoratori – si legge ancora nel comunicato – hanno già aspettato abbastanza e non possono diventare ostaggio di responsabilità che certamente non appartengono a loro. Quando saranno rese pubbliche le motivazioni della Corte dei conti le analizzeremo puntualmente e valuteremo nel merito i rilievi formulati. Ma una cosa è chiara fin da ora: il Comparto unico rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia e la sua valorizzazione deve essere una priorità politica, non soltanto una dichiarazione di principio».
L’incontro con la Giunta, per la Fp Cgil, dovrà servire a chiarire «capire cosa sia accaduto nelle interlocuzioni con la Corte dei conti, quali criticità siano state sollevate, quali risposte siano state fornite e se sia stato fatto tutto quanto necessario per sostenere e difendere fino in fondo l’impianto della preintesa».
Questo il primo passo per una soluzione che dovrà arrivare in tempi rapidissimi, perché «il tempo delle attese è finito», dichiara Traunero, che rilancia sollecitando anche un rapido avvio della trattativa sul triennio contrattuale in corso. «Se davvero si ritiene strategico il sistema regionale delle autonomie locali – aggiunge – bisogna dimostrarlo anche attraverso il riconoscimento del lavoro e delle professionalità delle persone che ogni giorno garantiscono i servizi pubblici sul territorio e a cui, visto il costante ridimensionamento degli organici, si chiede sempre di più. Quanto può essere fatto sul piano dell’azione politica, va fatto, senza indugio, non solo per risolvere questa impasse, ma anche iniziando subito la trattativa per il triennio 2025-2027».
