Dalla Corte dei conti motivazioni contradditorie
La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha espresso certificazione negativa sull’ipotesi di rinnovo del CCRL 2022-2024 del personale non dirigente del Comparto unico regionale. Le motivazioni sono ricondotte dalla Corte ad una compatibilità finanziaria solo parziale e all’assenza di compatibilità economica. Il provvedimento consta di 46 pagine e si riferisce ad una preintesa sottoscritta unitariamente dopo una trattativa lunga e complessa che ha impegnato non solo i rappresentanti sindacali e la parte datoriale ma anche la struttura tecnica regionale, che ha fornito tutto il supporto necessario. Il Comparto Unico, correlato alla specialità regionale, esiste dal 1998 e riguarda oggi 13.000 dipendenti dei Comuni, della Regione e di altri enti pubblici. L’obiettivo dell’attività negoziale è consistito nel consentire, pur tardivamente rispetto agli altri contratti pubblici e pur parzialmente (sia per le decorrenze degli aumenti, sia per la percentuale degli stessi, inferiore al dato inflativo ISTAT) aumenti dignitosi nella misura, affiancati alla revisione o all’introduzione di alcuni istituti, tra cui il welfare aziendale. Tutto ciò, nell’ulteriore consapevolezza sindacale dell’aumento dei carichi di lavoro individuali, derivante dalla riduzione del numero complessivo di dipendenti nel tempo, e da un’altrettanto incontrovertibile perdita di attrattività rispetto al privato, testimoniata dal basso numero di partecipanti alle procedure concorsuali e dall’aumento di casi di dimissioni. Il provvedimento della Corte è contraddittorio. Vi si prevede, infatti, da un lato che i vincoli in materia di finanza pubblica sono definiti dagli accordi Stato-Regione (non operando dunque, in regione, i limiti previsti dalla norma nazionale sul trattamento accessorio o sulla riduzione e controllo delle spese di personale per il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica) e dall’altro specificando che “appaiono comunque essenziali”. Il provvedimento della Corte guarda dalla parte sbagliata, confrontando la nostra regione con il livello nazionale, anziché prendere a riferimento quanto accade nelle altre regioni a statuto speciale. Ci chiediamo se le pretese della Corte, di un “adeguato supporto motivazionale” che giustifichi una base tabellare regionale di partenza della tornata contrattuale, maggiore di quella nazionale e di una correlazione con un incremento di produttività, stanti le premesse – il ritardo e il carattere solo parziale del recupero del dato inflattivo – non travalichino le sue competenze istituzionali, entrando nel merito di scelte che competono esclusivamente alle parti della contrattazione. Ci chiediamo, infine, sulla base di quale “specialità” la sezione regionale della Corte richieda necessarie forme di controllo a campione negli enti, in merito alla copertura finanziaria, quando tali pretese non si evincono nei corrispettivi provvedimenti relativi alla certificazione del CCNL. Il Sistema integrato del Pubblico Impiego nel FVG beneficerebbe di interventi di riordino? Certamente, come dimostra ad esempio l’esistenza di enti con un solo dipendente – per i quali processi di fusione potrebbero comunque preservare i punti di erogazione dei servizi sul territorio – ma l’inerzia del Legislatore regionale, nel tempo, non può ricadere sulle spalle di 13.000 dipendenti e delle loro famiglie, così come non può ricadere sui dipendenti la decisione, tutta politica, di legare la decorrenza dell’aumento del valore del buono pasto alla stipula definitiva del CCRL. Questa battuta d’arresto erode gli stipendi, nega una meritata valorizzazione delle competenze, complica il reclutamento di nuovo personale e favorisce uscite “involontarie” dal Comparto: esattamente quello che il Comparto Unico non può permettersi. Dalla prima analisi del provvedimento adottato dalla Corte e nelle more dell’esito della ripresa del confronto negoziale, riteniamo che il superamento dei rilievi formulati dalla stessa possa richiedere esclusivamente delle ulteriori attività tecniche in base alle richieste “speciali” della Corte, senza alcuna necessità di modifica della preintesa sottoscritta. In tal senso abbiamo trasmesso una nota al Presidente della Regione FVG, all’Assessore Roberti, ai Presidenti di ANCI e UNCEM, in vista della riunione negoziale convocata per il 31 c.m. a Udine e in attesa della parallela convocazione da parte del Presidente Fedriga.
Andrea Traunero – Segretario generale Fp Cgil Fvg
Alessandro Crizman – Resp. Comparto Unico Fp Cgil Fvg
